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 Gesù confido in te!... di Admin
 
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Guarda Padre Santo questa Tua famiglia per la quale Nostro Signore Gesù Cristo non esitò a consegnarsi nelle mani dei carnefici e patire il supplizio della Croce.

admin
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\\ Home Page : Storico : Don Mario Bonizzato (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 13/09/2007 @ 13:45:19, in Don Mario Bonizzato, linkato 846 volte)
1. – E’ lecito parlare di castità oggi ?
 
Chi osa affrontare il tema della castità può incappare nel reato di “omofobia” o “sessofobia”. Oggi si rivendica una libertà sessuale “assoluta”. Ogni regola è considerata indebita inibizione o oltraggio ai diritti umani.
 
In Olanda si è arrivati a proporre il nuovo partito dei pedofili. La pedofilia è un diritto da tutelare ! ? In Spagna c’è una proposta di legge che autorizza a circolare “nudi” eliminando ogni norma di pubblica decenza.
Poi, ci si scandalizza dei “comportamenti strani” dei bambini della scuola materna e non ci si accorge che sono esposti ad una scuola di violenze psicologiche tramite i mass-media.
 
Si ostenta di difendere la vita e si legittimano stragi di embrioni considerati materiale organico da utilizzare per motivi terapeutici.
Si salva la vita, distruggendo la vita ! ? E’ il paradosso aberrante !
Accade sotto gli occhi di tutti nella quasi totale indifferenza di tutti. La legge del più forte predomina su tutti e su tutto.
 
2. – Chi si prende la briga di interrogarsi su ciò che sta accadendo?
 
Si parla di pace (ma di quale pace ?), si parla di giustizia sociale (ma di quale giustizia ?), quando manca il rispetto per la vita più fragile e si calpesta il diritto del più debole nella totale indifferenza ?
Sembra capire dal generale comportamento che la cosa più importante sia non turbare il benessere di chi sta bene.
La Chiesa in nome del Vangelo è chiamata sempre ad annunciare e a testimoniare la verità, dando alle cose il loro nome, anche se incompresa, calunniata, perseguitata. Non deve aver paura di chi vorrebbe “zittirla”, “tacitarla” disprezzandola con calunnie e falsità di ogni genere.
La Chiesa, fedele al suo Fondatore, deve continuare a testimoniare la verità con mitezza e franchezza anche a favore di chi la contesta, la rifiuta, la condanna, perché anche loro, a loro volta, ne sono beneficiari.
Gesù Crocifisso è l’emblema insuperabile di questo coraggio eroico per la verità a salvezza di tutti.
 
3. – Che cos’è la verità ?
 
La richiesta di Pilato porta dentro lo scetticismo di chi non mostra alcun interesse per la verità stessa. A Pilato interessa solo il proprio tornaconto, il proprio successo personale. Ma la verità esiste, e stà davanti a lui: è Gesù.
Io sono la Verità”. Si può misconoscere la verità, si può rifiutarla perché scomoda, ma non si può toglierla di mezzo. La vita di Gesù, la sua morte sono la manifestazione unica e incancellabile della verità: “Gesù è sempre lo stesso, ieri, oggi e nei secoli”.
 
4. – Cos’è la castità ?
 
Non se ne parla neppure. C’è un silenzio impuro nei confronti della castità (Mons. Angelo Comastri).
E’ una parola anacronistica, fuori moda, di altri tempi.
Al contrario, si parla di sesso, ovunque. E’un ingrediente che va bene per tutte le salse. Un linguaggio, non condito dal sesso, è di scarso valore.
In nessun film può mancare il “sesso” presentato in tutte le forme, è un’esigenza per sbancare il botteghino. La pubblicità è il cavallo di battaglia, se vuole essere incisiva ed efficace, è “sexy”, anche se si tratta di propagandare i giocattoli per bambini, il porno prospera nei video-cellulari, su internet, nei programmi televisivi, al cinema, la conversazione “piccante” condisce le chiacchiere a tavola, nei salotti, negli ambienti di lavoro.
Ogni ritrovo non può fare a meno di finire in una libera “manifestazione” di sessualità. Il sesso libero è praticato sulle spiagge, nelle piscine, nei parchi, nei luoghi pubblici.
 
Per i più giovani, l’uso indiscriminato del sesso, sembra un passaggio obbligato, da consumare al più presto, come licenza di maturità.
E’ cancellato con un colpo di spugna il rispetto e la riservatezza per l’intimità, il pudore, l’autostima propria di ogni essere umano.
Il libertinaggio e la spudoratezza hanno abbattuto ogni limite che il buon senso ha sempre considerato confine invalicabile a favore della dignità e della sacralità della persona.
Nel Levitico (18,30) gli Israeliti sono invitati “ad evitare costumi abominevoli come la prostituzione, omosessualità, abuso dei minori. Queste ed altre cose abominevoli offendono e degenerano la dignità della sessualità umana e rompono, nelle relazioni umane, l’alleanza sponsale dell’uomo e della donna, immagine dell’alleanza tra Dio e il suo popolo”.
 
Gesù afferma in modo inequivocabile che l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. (Mt.19, 4-6). Nessuno osi separare ciò che Dio ha unito. Da ciò risulta l’uguaglianza dell’uomo e della donna e la non ammissibilità dell’adulterio per nessun motivo, eccetto il caso che il matrimonio sia invalido.
Per Gesù, l’adulterio non è solo di azione ma anche di pensiero e di desiderio. Gesù richiede un cuore casto e non solo un comportamento esterno casto, vuole impegnare tutta la persona e non salvare solo la faccia.
Gesù è radicale: “se la tua mano ti scandalizza, tagliala; se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo…” (Mt.5,29).
 
5. – Insegnamento della Chiesa sulla sessualità.
 
La Chiesa depositaria e interprete autorevole dell’insegnamento di Gesù ha visto da sempre nella sessualità un dono di Dio.
 
Non è nella verità chi vuole far credere che la Chiesa è nemica della sessualità. Può essere che, dovendo affrontare un mondo pervaso da immoralità, talvolta abbia accentuato l’invito a una particolare vigilanza sulla vita sessuale per un uso corretto della stessa. Ma mai, ha indugiato sul disprezzo o la disistima della sessualità. L’umanità, dalla pedagogia sapiente e ispirata della Chiesa, ne ha ricavato solo e sempre vantaggi.
 
La morale sessuale non è invenzione della Chiesa. Essa la prende dalla Scrittura, soprattutto dall’insegnamento di Gesù. E’ compito della Chiesa, proporla in ogni epoca senza alterarla, pur tenendo conto delle mutevoli situazioni umane.
Se la Chiesa non si rifacesse sempre all’insegnamento di Gesù, e volesse adeguarsi alle mode sempre mutevoli del mondo, tradirebbe la sua missione.
 
6. – La castità è solo per alcuni privilegiati o per tutti ?
 
“La vocazione alla castità è dalla Chiesa proposta a tutti, indistintamente” (CCC2337).
Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita” (CCC2348).
 
Anche se tutti rifiutassero questa chiamata alla castità, la Chiesa non può smettere di insegnarla e di proporla come caratteristica indispensabile del discepolo di Cristo.
 
7. – Come si infrange la castità ?
 
La lussuria, la masturbazione, la pornografia, la prostituzione, la violenza sessuale, l’omosessualità, la fornicazione sono offese gravi alla castità.
La Chiesa, fedele interprete degli insegnamenti ricevuti dal suo Fondatore, non si adegua alla mentalità del mondo anche se questa è condivisa dalla maggioranza degli uomini.
Il disordine è sempre disordine, il male è sempre male, indipendentemente dal numero delle persone che lo praticano, dai luoghi e dai tempi.
La vocazione alla castità salvaguardia la dignità dell’uomo, liberandolo dalle degradazioni dovute agli impulsi irrazionali.
 
8. – La sessualità è ordinata all’amore.
 
“La sessualità è ordinata all’amore coniugale dell’uomo e della donna” (CCC 2360). L’amore coniugale ed i suoi atti propri sono stati elevati da Cristo alla dignità di Sacramento. Gli atti coniugali, realizzati in modo davvero umano, santificano coloro che li compiono.
L’amore coniugale, mentre ricolma di gioia e di piacere i coniugi, è capace di trasmettere la vita.
Non risponde a verità, dunque, accusare la Chiesa di sessofobia.
I figli sono un dono di Dio, e frutto dell’amore coniugale, allo stesso modo in cui un coniuge è un dono di Dio per l’altro. In questa “ottica nuova” tutto si trasfigura e si divinizza, divenendo partecipazione e condivisione dello stesso amore di Dio per noi.
Questa è la verità che propone e difende la Chiesa contro ogni forma di alterazione indegna dell’uomo come la poligamìa, il divorzio, l’incesto, la libera unione, l’unione di prova, l’eliminazione della differenza (omosessualità). Difendere il matrimonio fondato sulla legge naturale è difendere il futuro dell’uomo e della società.
 
9. – Vivere la castità in un contesto pansessualizzato è ancora
       possibile ?
 
Il sesso è diventato un’ossessione, una forma maniacale, un’industria commerciale. Basta uscire per strada, accendere il televisore, leggere un giornale, entrare in un sito internet, in un ambiente pubblico.
Quello che è sconvolgente: tutto è considerato normale.
Se uno prega, frequenta la Chiesa è subito tacciato di “bigotto”, “esaltato”, “fanatico”, ma nel campo dell’abuso generalizzato della sessualità: tutto è normale. Siamo di fronte a una isteria collettiva, a una ubriacatura di massa.
Si vive facendo della sessualità e della fruizione, in tutte le forme, una ragione di vita. E questo accade fin dalla primissima età. Usare ed abusare del sesso è un segno di modernità, di disinibizione, di emancipazione, di libertà, di maturità.
Chi osa dire che ci sono dei limiti da rispettare, che ci può essere un uso irresponsabile della sessualità è accusato di essere nemico dell’uomo.
No ! Non possiamo restare spettatori indifferenti di fronte al disfacimento della famiglia e dell’uomo stesso, all’uso indiscriminato della sessualità.
E’ questo il senso della importantissima manifestazione di sabato 12 maggio a Roma in piazza S. Giovanni. Anche se non tutti i cattolici lo hanno compreso, ma molti sì (sono accorse più di un milione di famiglie).
La sovrabbondanza di sesso, dissociato da ogni responsabilità e senza regole, oltre ad essere socialmente dannoso, porta al disgusto e alla banalità con conseguenze nocive anche fisiche per sè stessi e per gli altri.
 
10. – Vivere la castità è nuotare controcorrente.
 
Chi ha fatto la scelta della castità, dentro o fuori del matrimonio, si scontra con una mentalità di altro segno. Deve nuotare controcorrente, sarà oggetto di scherno, isolato, ritenuto di altra epoca, perché oggi fan tutti così.
I casti, anche se pochi, possono scatenare reazioni violente, perché diversi e perché la loro audacia, anche se mite e rispettosa, può suonare rimprovero a chi vive di volgarità e di banalità.
Per le persone caste è indispensabile fare unità con chi condivide lo stesso ideale creando delle oasi dove si respira un’aria diversa. (C’è un’altra luce, un’altra aria sulle colline della castità).
 
La castità è possibile con la buona volontà e facendo affidamento sull’aiuto di Dio ottenuto con la preghiera, i Sacramenti (confessione e comunione frequenti), la meditazione amorosa della Parola di Dio.
Se sono pochi che vivono la castità, tuttavia sono molti che la desiderano e cercano un aiuto fraterno per riuscirci.
 
Se in ogni parrocchia ci fossero, in modo palese o nascosto, giovani e adulti che si impegnano su questo fronte, quante cose migliorerebbero in tutta la comunità ! Sarebbero come una città posta sul monte “della castità” che irradia luce e amore casto. Molti sarebbero preservati dalla loro dalla loro “inconsapevole o consapevole” degenerazione morale e spirituale, grazie a questi pochi.
 
I puri di cuore sono la riserva morale del mondo.
Il loro modo di pensare e di agire sostiene la speranza di un futuro meno inquinato, più scevro da preservativi, da amore illusorio, da infedeltà ecc…
 
11. – La Chiesa è realista.
 
La Chiesa non è ingenua, è realista. Essa sa bene che i peccati contro la sessualità insidiano insistentemente e violentemente gli uomini e spesso essi ne sono le vittime.
La Chiesa proclama e offre con sovrabbondanza l’infinita e inesauribile misericordia, ricevuta in consegna dal suo Divino Fondatore, attraverso il Sacramento della riconciliazione per purificare continuamente i suoi figli e rinvigorirli nel combattimento quotidiano.
 
Quello che la Chiesa non può fare, né mai farà, per fedeltà al Vangelo, è tergiversare con sconti e adattamenti indebiti sulla morale sessuale, chiamando ordine il disordine e bene il male per non disgustare o contrariare la mentalità corrente.
La Chiesa ama l’uomo, sull’esempio di Gesù divino Samaritano, e si china pietosa per rimarginare le sue ferite e per restituirgli la sua piena e originaria dignità di immagine di Dio.
 
Coloro che anelano alla castità, cioè al vero amore, troveranno sempre nella Chiesa, che pure nei suoi figli esperimenta la fragilità umana, un faro di luce, una forza di salvezza, un cuore misericordioso e compassionevole, una cattedra di verità, un baluardo per proteggere, conservare e recuperare continuamente la propria dignità di figli di Dio.
 
 
 
Di Admin (del 05/09/2006 @ 18:19:11, in Don Mario Bonizzato, linkato 2049 volte)
PUDORE
 

(Come le parole “riservatezza”, “decoro”,”rispetto”, “delicatezza”, “modestia”, “dignità personale”) è oggi impronunciabile, è fuori uso, cancellata dal vocabolario, ma, forse, mai come oggi è di straordinaria attualità, sembrerà ad alcuni esagerato, ma è una verità indiscutibile, “dal pudore” dipenderà la sopravvivenza della stessa umanità.

Sarà la storia a dimostrarlo.

 
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L’Osservatore Romano del 21/22 agosto a firma di Angelo Mundula pubblicava un articolo, che qui riportiamo quasi integralmente, dal titolo: PUDORE, VIRTU’ DIMENTICATA DALLA MODERNA CIVILTA’”.

L’articolista si rifà a uno studio di Monique Selez da poco pubblicato in italiano (Il Pudore, Monique SelezMilano, Einaudi 2006).

 
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Dall’Osservatore Romano (21/22 agosto 2006):

 

     Parlare di “pudore”, oggi, sembra una perdita di tempo ed esporsi al ridicolo. Ma attenzione: le cose non stanno così; di fronte a spettacoli in cui uomini e donne si esibiscono in vesti adamitiche c’è ancora chi si sente offeso e protesta: “è una vergogna! “

Ed è essenzialmente “vergogna” il mostrarsi nelle proprie intimità sotto certe vesti o senza vesti, nella convinzione sempre più diffusa “nella civiltà dell’immagine”, che più si vale, quanto più si mostra.

 

     La vergogna che dovrebbe fare da scudo non è più uno scudo. In effetti il pudore sembra scomparso e lo si trasgredisce senza nemmeno rendersene conto… tutto viene mostrato e tutto può essere visto. Pare che oggi non ci sia più niente da nascondere (all’infuori della morte coi suoi terribili e ineludibili interrogativi, ridotta a tabù da nascondere in tutti i modi).

 

     Ma si può dire di più: “oggi, la nostra società è fondamentalmente senza pudore, e il massimo dell’impudicizia è forse quello di essere convinti che tutto sia ottenibile e condivisibile da tutti, perfino quello che riguarda la sfera più intima della persona umana.

     Non intendiamo fare del moralismo, ma cerchiamo di riferirci a ciò che tocca profondamente l’esistenza umana, pur nella sua apparente fragilità.

Senza pudore una vita umana ha rinunciato alla sua dignità.

Senza pudore una civiltà cessa di essere una civiltà di persone libere che hanno una loro propria e intangibile dignità.

Senza questa “vergogna”, senza questo freno, la civiltà torna più o meno consapevolmente alla barbaria.

 

     Del pudore ogni popolo ha tentato di dare una definizione.

La “vergogna” è imprescindibile da qualsiasi definizione: ne costituisce l’essenza.

Il vocabolo greco “aidos” contiene in sé anche il significato di dovere della decenza, dell’onore, del rispetto degli altri.

Per Platone, filosofo pagano, il pudore non è solo una virtù fondamentale, ma un requisito fondamentale della convivenza civile.

 

     Il Cristianesimo vi aggiunge il significato di “castità”, che del resto vi è fondamentalmente legato, avendo riguardo a ciò che chiamiamo anche “pudenda”, che deriva dal latino “pudere”, che significa “vergognarsi”, “causare vergogna”.

 

     La parola che significa anche “nascondersi”, “velarsi”, “mostrarsi o non mostrarsi” ha anche un’origine biblica di notevole rilevanza.

Nell’Esodo, Dio, in molti episodi, fa sapere a Mosè che non potrà mostrarGli il suo Volto, gli uomini non reggerebbero alla Sua vista. Quel Volto non può apparire se non velato, schermato. E’ il segno di un altissimo rispetto, da parte dell’uomo e da parte di Dio. Nessun rapporto diretto, neppure di parola. L’uomo non può udire la voce di Dio, se non quando Dio stesso lo voglia. Così alto è il suo rifugio spirituale.

 

     Nei secoli il PUDORE ha conservato questa carica altissima di rispetto, questo situarsi come un baluardo di ciò che è puro o purissimo di fronte a ciò che, guardandolo, può violarne la natura.

Oggi, si è sempre più convinti che si possa dire tutto e mostrare tutto.

Sarà appena il caso di ricordare che c’è stato un altro tempo dell’uomo in cui si poteva dire tutto e mostrare tutto senza paletti, senza freni inibitori, senza schermi di nessun genere. Era il tempo della caverna, dell’uomo primordiale.

E ,allora, è il caso di introdurre un diritto al pudore ?

Forse non ce né bisogno, basta solo che ogni uomo ricordi che, per rispetto verso se stesso, prima ancora che per rispetto verso gli altri, ciascuno ha il dovere del pudore, strettamente legato alla sua personale responsabilità di uomo in mezzo a tutti gli altri.

 

     Oggi, nella società mercificata, massificata, nell’imperante consumismo, si pensa che si debba mostrare tutto per vendere tutto, nulla escluso. Per valere di più. E si vale certamente meno.

     Per essere più liberi ,e, si perde certamente molto della nostra libertà.

Contrariamente, infatti, a quel che molti pensano, il Pudore è libertà, la mancanza di Pudore è mancanza di libertà.

Una società che abbia cancellato o accantonato le norme che regolano le norme che regolano il Pudore non è una società libera, non è una società democratica.

 

     Sembrerebbe un paradosso e non lo è, ma è certo che, in questo campo quanto più ci si libera tanto più ci si imprigiona in una sorta di intolleranza, di disprezzo dell’altro, perché la libertà è fondamentalmente tolleranza, rispetto dell’altro.

Scrive l’autrice del testo sopracitato: “è venuto, oggi, il momento di constatare che una comunità umana non può sopravvivere a lungo alla perdita del Pudore. Pretendere di farne a meno, significa aprire la strada al ritorno della bestialità”.

 

Se “tutto è puro per i puri” è altrettanto vero che tutto può diventare impuro se toccato da mani impure: l’amore, l’amicizia, la fraternità fra gli uomini.

 
________________
 

·        La mancanza di pudore fa naufragare, innanzitempo, il candore innocente dei bambini

 

·        La mancanza di pudore soffoca, negli adolescenti, ogni anelito e sensibilità spirituale, diventando schiavi di sensazioni istintuali fino a toccare forme patologiche maniacali.

 

·        La mancanza di pudore nei giovani li rende tristi, vuoti e incapaci di riflessioni profonde e di un vero dialogo sulle cose che contano.

 

·        Gli adulti senza pudore navigano con la mente e con la fantasia in modo disordinato… e tutta la loro vita ne è fortemente contaminata…

 
 
 

·        Il pudore è decoro, è bellezza, è armonia, è apertura allo Spirito e alla dedizione disinteressata verso il prossimo.

 

·        “Beati i puri di cuore, perché vedono Dio negli eventi della vita”

 

·        Chi salirà la montagna del Signore? Chi ha mani innocenti e cuore puro”

 
 
 
 
     
 
 
Di Admin (del 24/08/2006 @ 18:09:55, in Don Mario Bonizzato, linkato 579 volte)

PERCHÉ RIPROPORRE CON TANTA INSISTENZA LA FEDE?

DA DOVE VIENE LA FORZA ED IL CORAGGIO DI FRONTE A TANTA INDIFFERENZA ED INCOMPRENSIONE???

La nostra costanza e coraggio nel continuare a riproporre la FEDE come valore supremo e prioritario della vita, ad una generazione stanca, distratta ed indifferente, poggia su una certezza indiscutibile: Gesù', autore e perfezionatore della nostra fede, ucciso a 33 anni dalla perversità degli uomini, secondo un disegno imperscrutabile del Padre, è veramente RISORTO per virtù propria, secondo quanto aveva preannunciato, ed è vivo, fonte di vita e di speranza che nessuna aberrazione o perversità umana può infrangere.

Tutte le religioni possono avere qualcosa di buono e di positivo, ma la pienezza della verità si trova solo in Gesù' Cristo, nel quale noi, malgrado la nostra fragilità evulnerabilità, ci sforziamo, col suo aiuto, di confidare con tutte le nostre forze, incuranti delle incomprensioni, delle maldicenze, della indifferenza e perfino persecuzioni che possiamo incontrare, anche all'interno delle nostre stesse famiglie, a causa della fedeltà a Cristo e al suo Vangelo.

"Sotto il cielo - afferma con forza S. Pietro — non c'è alcun nome, non c'è altra persona in cui possiamo avere salvezza, in questa vita e nell'altra, al di fuori di GesùCristo".

 
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